Bari, 23enne si toglie la vita: depressione più forte dell’amore dei familiari
il Quotidiano Italiano articolo di Di Antonio Loconte – 13 Ago 2017

Nel 2020 la depressione sarà la prima causa di malattia al mondo. Lo ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un dato preoccupante, come ci aveva confermato la professoressa Maristella Buonsante, direttore del Centro di salute mentale dell’area metropolitana della Asl di Bari, perché si tratta di un male che non risparmia nessuno. Read more

Ma sì,incontriamoci al cinema
“Gazzetta del Mezzogiorno” articolo di Enrica Simonetti – 6 maggio 2017

Gazzetta del Mezzogiorno articolo di Enrica Simonetti

Un progetto virtuoso: salute mentale e studenti per lottare insieme contro i pregiudizi

Cinema e cultura nei percorsi paralleli verso la cura del disagio:continuano senza sosta le attività non solo di cura psichiatrica e psicologica dei cittadini di Bari, ma anche di psicoriabilitazione ovvero ‘epr determinare un cambiamento di stile di vita in chi soffre di disagio psichico. E non solo: un itinerario di attività che ha come obiettivo la lotta contro i pregiudizi sulla malattia della mente. Da sempre il centro di Salute mentale di bari, diretto da Maristella Buonsante, è in «trincea», con tutta la sua equipe. Tra le varie creative e originali iniziative in merito, ci sono quelle incentrate sull’uso del cinema e della discussione successiva sul film.

Già dagli anni ottanta la dott. Valeria Grasso, psicologa, insieme alla Buonsante, ha utilizzato questa metodica allora sconosciuta, di formare gruppi di pazienti anche gravi e di selezionare film terapeutici per i loro contenuti. Negli ultimi due anni un significativo aiuto nel campo della psicoriabilitazione è stato offerto da Vito Montanaro, Direttore Generale dell’ ASL Bari. In seguito, anche con l’aiuto dell’educatrice Mina Marzulli, nella sede di via Pasubio, sono state organizzate sessioni di cineforum di gruppo. Nel frattempo, la metodica si è estesa e operatori, tra cui la Grasso e Maria Grazia Porcelli, psicologhe del CSM di Bari, hanno ideato ed organizzato varie edizioni di un bellissimo progetto in cui sono stati coinvolti docenti e alunni, con i pazienti, nella stessa attività di selezione film.

A fronte dell’esiguità delle cifre impegnate in prevenzione ( meno di 1300 euro all’anno, per esempio, per questa edizione di «Incontriamoci al Cinema»), si è attuato anche quest’anno il grande progetto, giunto alla sua 5º edizione e che ha visto la partecipazione di cinque Istituti Scolastici Superiori della città: I.P.F.S.S.S.  «De Lilla», I.I.S.S. «De Nittis- Pascalis», I.I.S. «Euclide», Liceo Scientifico «G. Salvemini», Liceo Classico «Socrate». Utenti psichiatrici e studenti a cinema insieme e facendoli incontrare successivamente per una discussione sui temi trattati dai film visionati. Tra i film, Benvenuti, ma non troppo, sull’integrazione dei migranti; Mustang sui pregiudizi sulle religioni diverse dalla propria, Pride sui pregiudizi sull’omosessualità, Il figlio dell’altra, sul razzismo. L’altra sera si è tenuto l’evento conclusivo del progetto al Cinema Galleria. Tra gli intervenuti: Maristella Buonsante e Giuseppina Lotito Direttore Ufficio Scolastico Provinciale di Bari.

A loro si sono aggiunti gli studenti, che hanno creato video a cura delle varie scuole, tanti docenti – in particolare Marilisa Modugno – e tirocinanti.

L’evoluzione del trattamento psichiatrico territoriale, dopo Basaglia e la Legge 180
Intervista a Maristella Buonsante a cura di Dr. Claudio Pio Clemente
1 giugno 2016

Il principale fautore dei movimenti per la chiusura dei manicomi alla fine degli anni ’60 fu il prof. Franco BASAGLIA, psichiatra e promotore della riforma psichiatrica in Italia. Egli si impegnò nel riorganizzare l’assistenza psichiatrica ospedaliera e territoriale proponendo il superamento della logica manicomiale con la chiusura dei manicomi e l’Istituzione dei Servizi di Igiene Mentale (SIM), che oggi si chiamano CSM (Centri di Salute Mentale) [2] [3]

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Maristella Buonsante: Progetto Bauhaus
Video intervista – 15 maggio 2015

Costruzione di uno spazio residenziale “casa” lungo le coordinate dello psico-design,
soluzioni abitative domotiche elaborate attorno allo spazio relazionale.

Un progetto di:
Maristella Buonsante – direttore Centro di Salute Mentale area 6 ASLBA, psichiatra, psicologo, psicoterapeuta
Enzo Rubino – Project Manager
Onofrio Depalma – Psicologo

Il Territorio metafora delle relazioni umane

Ispirandosi alle tesi di Philippe Ariès, storico francese che ha parlato di uno spazio sociale progressivamente svuotato della fecondità relazionale, il Progetto Bauhaus vuole ripensare la residenzialità del territorio (M. Buonsante, “spazio delle relazioni”) offrendo la possibilità di un restauro della sua identità attraverso soluzioni abitative che rimettono al centro l’interazione fra interno ed esterno,origine della relazioni. Il sistema delle relazioni umane è passato da una prospettiva orizzontale, dove l’individualità è vissuta in uno spazio trasparente ( “i centri storici” delle città mediterranee), ad un sistema abitativo verticale, le “case alveare” delle odierne periferie, che promuovono l’isolamento e quindi la paranoia e il disagio.

Il Restauro dell’Identità Territoriale

La visione: bisogna quindi tornare ad uno spazio che sia condivisibile e non esclusivamente condiviso, in cui potersi sentire accolti ( con funzione di HOLDING), “abbracciati”, senza il rischio di isolarsi, ma mantenendo la possibilità di un’identità distinta e non con-fusa. Dev’essere dunque possibile all’individuo non solo STARE ISNIEME, ma anche STARE SOLO. Lo spazio abitato diviene BINARIO per guidare l’interazione umana. Le parti interne ed esterne dell’abitare l’area riabilitativa saranno connesse fra loro: non solo parti comuni, ma anche monovani privati, domotici, animati nel tempo e nello spazio dalla natura e dalle esperienze (ricordi, progetti, attualità) delle persone che li abitano.

Il Restauro Conservativo del Sé

In una prospettiva della riabilitazione del disagio psichico, quindi, intervenire su uno spazio che ha riacquistato la sua funzione relazionale significa concepire interventi multilivello cosi come la disgregazione del Sé avvenuta sui differenti strati dell’identità. Lo PSICO-DESIGN si propone di superare il modello “manicomiale” dell’isolamento, di arricchire il modello residenziale dello “spazio trasparente”, connettendo gli ambienti al fruitore, esplorando la comunicazione anche attraverso il corpo, recuperando un senso d’identità capace di oscillare fra l’interno e l’esterno, il dentro e il fuori, sul modello dell’ambiegualità come illustrato nel test di Rorschach.


Questo progetto deve il suo nome all’impulso innovativo che Le Corbusier e il gruppo Bauhaus ( W. Gropius P. Klee, V. Kandiskj, L.M. van der Rhoe) ebbero nel campo dell’architettura e del design nei primi anni del  secolo e propone di creare strutture residenziali riabilitative la cui distribuzione dello spazio è pensata con un cuore centrale condiviso da monovani domotici, a replica di forme e strutture naturali (configurazione “a fiore”), un’animazione di poche ore al giorno e una guardiana a h/24 e reperibilità.


Ariès – “Centuries of Childhood” et al.

Maristella Buonsante et al. – Verso un restauro conservative dell’identità. Analisi della costruzione del contesto psico-riabilitativo territoriale ( in corso di stampa)

E.Tanzarella- “Il restauro dell’identità territoriale nel servizio pubblico psichiatrico: verso un modello d’intervento”. (Tesi di Laurea, Relatore: Maristella Buonsante)

Maristella Buonsante in Bianco a colori (Brava Casa Indonesiana, Corriere.it, Brava Casa Italia et altrove)

SulloPsico-Design: living.corriere.it

Una casetta sui Navigli ( in corso di stampa)

Quando il calcetto diventa veicolo di riabilitazione
“La Gazzetta del Mezzogiorno” Articolo di Livio Costarella – 30 aprile 2010

«Insieme nel pallone» con squadre di pazienti psichiatrici
Bari, 30 aprile 2010
Gazzetta del Mezzogiorno Articolo di Livio Costarella

Tutti riuniti nel segno di Pierre de Coubertin e di una partecipazione condivisa. È questo il più bel risultato scaturito al termine della terza edizione del torneo di calcetto «Insieme nel pallone», organizzato dalla fondazione Carlo Valente onlus, con il patrocinio del Coni (Comitato Provinciale di Bari) e della Asl/Ba e la collaborazione dei Dipartimenti di Salute Mentale, dei Centri Diurni e delle Comunità Terapeutiche. Read more

Mobbing: il ruolo dei cattivi e le possibili difese
Pubblicato da “Articolo21” – giugno 2006

Pubblicato da “Articolo21” giugno 2006

LA NUOVA FRONTIERA DELLA PSICHIATRIA E’ CURARE I PERVERSI

Il cosiddetto mobbing è l’abuso interattivo, istituzionale, la violenza psichica, sulla mente, che in Occidente sta sostituendo – prima erano affiancate?- quella fisica, sul corpo, resa più difficile dalle leggi e dalla tecnologia.
Da molti anni, me ne occupo, poiché mi occupo dei problemi di persone di ogni età, ceto sociale, di sesso differente, di culture differenti, in psichiatria, in psicoterapia. Read more