Di Eleonora e Altri

        ovvero

Togliamo i figli a tutti i clan e torniamo a Sparta?           

 

 

www.maristellabuonsante.it

Maristella Buonsante

psicologa psicoterapeuta psichiatra

 

 

 

http://www.astrea.biz/

 

                                                                                              

                                                                                        

 

                                                                                                             

 

La cronaca di questa Città  ha di recente offerto non solo spunti ai gossip dei giornali beninformati, ma anche  episodi degni di certi servizi televisivi, che però seppelliscono orrori e torture in un “oltre” oscillante tra immaginario e realtà.

Ci danno, quindi un po’ di consolazione involontaria,  per via della certezza che i  guai altrui, del resto del Mondo, sono più gravi dei nostri.

Questo rapporto tra Bari e il Mondo ha, tratti, mi pare,  sia inquietanti che ridicoli .

Anni fa mi toccò ( quando mai ) di contraddire un noto intellettuale,  sostenitore del think pink, ottima persona,  che incoraggiava il suo folto popolo della sinistra pensosa a rischiare, a sperare,  ad inserirsi, ad agire nel Mondo,  per sprovincializzarsi , finalmente.

A me pare – dissi  -che il problema della città sia l’opposto,  una vittoria- perdente: il mondo è diventato un Mercato, e mo’ ai baresi, ora che tutto il Mondo è diventato come la Città loro.....non ci piace.

E così, ci sono cose sempre più strane, in Città:  innocenti pubblicità di innocenti onde marine, che (forse per vendicarsi delle gabbie sul lungomare)  si trasformano in simboli involontari di un potere, Terra ed Acqua,  che se ne frega di tutti i Poteri che ci affliggono senza pietà. 

   Ci mettono in guardia  anche dalle mutazioni?

E, con il sospiro che accompagna certi nostri ricordi, nel nostro cuore  la Piccina è divenuta un simbolo, un Agnellino che paga per il male commesso da Altri e che non può non aiutarci a diventare migliori.

  Perché anche il cuore più muscoloso e tosto riesce a soffrire per le sofferenze della Piccina.   E non solo per le proprie, come d’uso.

Chi ha commesso il male?

Utilizziamo un  “sistema d’ipotesi”.

Abbandoniamo le trappole di analisi lineari, e di soluzioni lineari.  Come è possibile che problemi-iceberg possano così essere risolti?  Complessità con complessità.  Ma semplifichiamo, con metodo adeguato, multilivello, la raccolta dei dati. 

 Certo, al primo livello, il più evidente,  vi sono la triste e trista coppia formata dalla madre e il suo compagno. Le loro facce la dicono lunga, è disegnata la loro vita. Grama, violenta e affamata.

 Poi, al secondo livello, i più vicini, in qualche modo tutti coloro  che sapevano. Fermiamoci qui.  La mia vecchia amica Giulia Cucumazzo ha aperto un’inchiesta come Presidente dell’Ordine delle Assistenti Sociali.

Nei decenni in cui ho diretto, sino ad ottobre 2003, un’importante struttura cittadina, per vari quartieri, per tanti anni, abbiamo lottato, anche  insieme ad alcune ottime assistenti sociali. -    Fatiche di Sisifo- dicevano alcuni;  lotte di don Chisciotte- dicevano altri. 

Inutilmente, spesso, mentre “rappresentavamo” in forbito burocratichese i disagi, le urgenze. Corridoi su corridoi, che sembrava di stare in quel film in Marienbad..

Per essere onesta, non è sempre andata male:  ricordo, dopo un’attesa di 4 ore, col sorriso incollato,  gli 8 miliardi strappati per i sussidi della regione; e le discussioni,  continue, persino, a volte, con i beneficati, per convincerli ad utilizzare i piccoli vantaggi strappati e ad avventurarsi nella Città.

Via, via è divenuto sempre più difficile trovare orecchie e portafogli. La regola aurea “forte con i deboli, deboli con i forti” è tornata a trionfare. Guai agli isolati , ai “fuori dal coro” dello slang manageriale; parole d’ordine di sconosciute confraternite:   “sistemi” ( pensare che vent’anni fa, dovevo sgolarmi a spiegarli ),     mission (la povera missione delle mie monachelle? ma no, no proprio), e, in genere, il lessico dei nuovi azzeccagarbugli,  il trionfo della “rete.”

 La rete dei servizi, nuova Araba Fenice.

 Un’ubriacatura di parole, un concerto di musicisti,  che scrivono lo spartito e lo eseguono da direttori e solisti e tollerano le critiche solo quando provengono da  “sé”.

 Con poche speranze di cambiamento nel “sempre di più” di metodi e contenuti.  

E la scissione sempre più frequente tra chi  fa e chi compare…

Un pericoloso mix di rabbie di diversi ceti socio-culturali,  con operatori spinti ai margini tanto più quando chiedono, ricordano.

Scocciano.

 E i nuovi fruitori che cercano, a modo loro, d’inserirsi leggendo il libro di regole mai dette, in primis:

Forti con i deboli, deboli con i forti.

Ognuno nel suo contesto, nella sua nicchia, e, persino, nel suo tugurio di Enziteto.

Guai ai deboli. 

Quindi in realtà,  guai si profilano, a qualsiasi livello, per gli operatori-scocciatori, che appannano le loro realtà istituzionali, che, s’intende, a fin di Bene, cercano di  apparire sul Mercato. L’inversione meritocratica in una Città-Mercato è singolare.  Ti spiegano, paternamente, il problema è che i meriti sono misurati con scale differenti.

 Non  mi pare, quindi, che ci sia da cadere dalle nuvole e sdegnarsi  quando “il mal di struzzo”

colpisce tutti i vicini, reali e virtuali.

Ancora una volta, come in psichiatria, gli scarti del sistema sono negati.

Quali i rimedi?  Ci sono?  Sì.

 Sono costosi e complessi?  No.

 Consistono nella de-prole-tarizzazione  (via i figli  dalle famiglie difficili…)?

  No, no e ancora no.

  Sono certa che è un gravissimo errore, sul livello scientifico,  psicoterapeutico, etico e        persino strategico, poiché incrudelisce gli animi.  Anzi è già forte segno di disagio –degli   operatori- la sola proposta. 

Per fortuna, anche nella Città vi sono numerose eccezioni.  E, nella Città, strano a dirsi, si riescono a compiere  “imprese” incredibili…..