PSICOTERAPEUTA, MEDICO-PSICHIATRA, PSICOLOGA, E’ NOTA PER L’IMPEGNO E LA PASSIONE CHE HA PROFUSO IN VARI CAMPI DEL SOCIALE E SANITARIO

 

LE DONNE DELL’OTTO MARZO: MARISTELLA BUONSANTE


                                                                                             di  FILLI ALBANESE

 

 

Molto nota per l'impegno e la passione che ha profuso in vari campi del sociale e sanitario, Maristella Buonsante, a 53 anni, è  una donna-bambina della specie... "foemina sapiens sapiens". Così almeno asserisce un professore ordinario di filosofia della nostra Università, ispecializzato in donne. Psicoterapeuta, medico-psichiatra, psicologa, ha diretto il Centro di Salute Mentale di via Pasubio, a Bari, sin dalla sua fondazione, fino al 2003.  Pioniere dell'assistenza psichiatrica antimanicomiale, ha scritto su tanti argomenti, che riguardano i disturbi psichici più disparati, lievi e gravi, in ogni fascia d'età. 

 Chiedo, dunque:

-- Cosa si prova ad ascoltare, per tanti anni, tutti i guai, i dolori, i tics, le nevrosi, le pazzie della gente?

E' stata un'esperienza intensa, più avvincente di un buon romanzo, o di un film.  E' nel mio DNA la capacità di parlare e far parlare, le tecniche di comunicazione, lo studio delle mie discipline l' hanno  però raffinata.  Provo simpatia per la gente e sono molto vicina al mondo di emozioni, sentimenti, passioni dei miei pazienti. Non solo non mi annoiano, ma provo vivo interesse ad aiutarli a risolvere i loro problemi. Con queste premesse ogni storia diviene irripetibile, ogni persona è straordinaria, acquisisce capacità di descrizione, a volte a livelli così fini che ritengo giusto parlare di arte.

Ho imparato moltissimo, sia sul fronte scientifico che su quello esperienziale.

--Sono più uomini o donne ad utilizzare la psicoterapia?

Negli ultimi anni anche molti uomini cercano aiuto per i più svariati problemi. Purtroppo la mancanza -o  il progressivo impoverimento della qualità, esponenziale negli ultimi anni- di adeguati Servizi pubblici di psicoterapia costringe la gente ad utilizzare il privato, anche per via degli orari mattutini degli ambulatori, ovviamente impossibili per chi lavora...

--Cosa ha imparato, se posso diventare più scostumata e meno seria, come donna, sulla Femminilità e Mascolinità? In fondo, con migliaia di pazienti, le sue osservazioni hanno quasi...un valore statistico! come va la partita Maschi contro Femmine?

dobbiamo, purtroppo, circoscrivere il "dominio" del discorso.  Convivono, quasi, molte epoche, insieme. Vi sono differenze sostanziali, in gradiente, per le differenze socio-economiche, ma soprattutto culturali ed esistenziali. Per ultimo, ma più importante, l'età.    In genere vi è un miglioramento generale della capacità di descriversi e molta più attenzione al proprio mondo interi. Anche negli uomini, prima assai restii alle "chiacchiere". Le donne riescono ad essere un po' più libere, meno dipendenti dal consenso maschile. Non sanno farlo, però, in modo soffice, tendono ad essere più aggressive, a litigare. Come si dice "a gettarsi avanti per non cadere indietro" . In fondo, vogliono ancora il permesso per le cose più importanti per l'autonomia , che ahimè rimangono soldi e sesso, ambedue ancora saldamente in mano maschile. Così come il potere decisionale ovunque si annidi, nel mondo del lavoro e nel sancta sanctorum  (purtroppo, ahinoi, ben poco santo,) del Potere, cioè la Politica.

---E allora? siamo perdenti? Non abbiamo fatto punti in nessun campo?

Preciso che con il divario di millenni, in 50 anni abbiamo, credo, fatto...miracoli. Senza istruzione, spesso schiave, quasi sempre accettanti una condizione umiliante di subalternità mentale prima che fisica. Guardiamo le nostre povere sorelle afgane, chiuse nella loro prigione di stoffa e abbiamo la metafora concreta della condizione femminile arcaica.  Glorifichiamo i nostri compagni dell'Occidente, e ricordiamo quanto può essere difficile per loro rinunciare a tanti comodi privilegi.

Guardiamo, però, anche il Burka maschile!

"Il silenzio è  d'oro, la parola d'argento": il potere è sempre stato contro la comunicazione!      La "apassionalità", la sofrosune, era un Valore   maschio.           Infatti, per essere dei padroni, occorre  strapparsi il cuore. Rimane allora un grande Vuoto, che si tenta di colmare di oggetti-giocattoli. Anche le persone divengono così oggetti. La  fiaba della Regina delle Nevi, di Andersen, descrive bene il gelo e la solitudine, che il fuoco dell'affettività solo può sciogliere.

Aiutiamo dunque  gli uomini a recuperare la loro capacità di passione, mortificata da  questa restrittiva visione !  .Quindi, molti uomini sono ancora congelati, altri sono tristi e confusi, altri subiscono aggressività femminili incomprensibili ri-distanziandosi.

Ma, in genere, il modello femminile ha vinto, in quanto rappresenta l'integrità dell'essere umano.

Non ci resta che imparare, dagli uomini, il coraggio, ed il saper rischiare.

E saremo tutti migliori  .... ma quanta strada resta da fare alla conquista della maturità

-- Ho sentito che più volte connette la devianza e l'aumento della criminalità a questo ordine di fattori, per i giovani maschi...

Non esattamente. Dico che i giovani maschi delle classi meno svantaggiate hanno difficoltà ad integrare questi aspetti complessi e frastagliati, ricchi di ambiguità, nella loro identità maschile. E che l'aumento del potere femminile ha portato a un restringimento dell'esploratività permessa ai maschi bambini: in questo le madri devono ricordare che vi sono differenze biologiche, ed essere meno protettive. La paternità è vissuta come "meno competente".

Va' da sè che i giovani adolescenti possono poi esplodere in comportamenti- rimbalzo trasgressivi.

Mentre i giovani maschi di classi sociali svantaggiate hanno ancora facilità ad integrare un'identità maschile più stabile, perchè consolidata

da rituali di crescita e da modelli di gruppo di forte esplorazione del territorio e di apparente coraggio.

--questa è la psicopolitica di cui scrive nei suoi siti   www.astrea.biz e www.maristellabuonsante.it?

Mi diverte coniare nuovi termini. Sono ancora molto fiera di "intellettualanza" che coniai da specializzanda, o "psicocrazia". Per psicopolitico intendo che tutto questo tipo di conoscenze deve essere utilizzato in politica. Troppa l'importanza data all'economia, nel pensare leggi e modelli di sviluppo, rispetto al patrimonio conoscitivo che abbiamo accumulato in tanti anni di studio e ricerca, tutta italiana, sul comportamento umano.

 

 

MARISTELLA BUONSANTE